Anche giovani coppie affiatate e con un buon equilibrio possono avere conflitti legati all'eccessiva presenza, reale o simbolica, delle rispettive famiglie d'origine nel nucleo familiare da loro creato. La prolungata permanenza dei giovani adulti a casa dei genitori, dovuta all'allungarsi del percorso di studi e alla difficoltà di crearsi un'indipendenza economica, può rendere più complicato il naturale evolversi dei legami tra le generazioni.
Così, uno dei membri della coppia sente che le piccole o grandi decisioni non vengono prese attraverso lo scambio, la condivisione o il confronto con il partner, ma piuttosto in seguito a una pressione o, più sottilmente, all'influenza permanente dei genitori dell'altro membro della coppia. Spesso non è questo il problema presentato in primis dalla coppia, ma già nel corso dei primi incontri il tema prende uno spazio che ne segnala l'importanza e l'imprescindibilità.
La conseguenza di una presenza troppo forte delle famiglie d'origine nella nuova famiglia può essere una messa alla prova della stima e della fiducia verso se stesso e verso il partner, la diminuzione della confidenza e dell'intimità e il sorgere di conflitti più o meno esasperati. Queste difficoltà possono essere affrontate attraverso una serie di colloqui volti a esplorare le particolarità che caratterizzano le relazioni con le proprie famiglie di provenienza, le somiglianze e le differenze, le cose che ognuno porta con sé attraverso le generazioni. Insieme si elabora quello che emerge di significativo, con l'obiettivo di creare o ricreare una coppia nucleare autosufficiente, che naturalmente mantiene relazioni affettive con le rispettive famiglie d'origine, ma che sente di essere protagonista delle sue scelte.